Problematiche gastrointestinali,come gestirle?

Ormai siamo più che certi che le abitudini alimentari e gli stili di vita influenzano notevolmente  la frequenza dei disturbi gastrointestinali.
I sintomi maggiormente presenti , proprio perché riguardano sia il tratto gastrico che quello intestinale sono vari e vanno dal bruciore, rigurgito di stomaco, tosse cronico, nausea alla stitichezza, iperfermentazione con conseguente distensione addominale, che poi sfocia in una vera disbiosi intestinale.
La permeabilità intestinale è quindi il centro attorno cui ruota la sindrome perché permette l’immissione in circolo di tutte quelle molecole che fisiologicamente dovrebbero rimanere nel lume intestinale.
Per questo motivo la dieta è attualmente considerata la terapia di prima linea per la cura della malattia perché permette di diminuire l’infiammazione sia a livello gastrico, dovuta ad una aumentata secrezione, sia  a livello intestinale.
Infatti eliminando tutti quegli alimenti che peggiorano l’irritazione gastrica e la fermentazione intestinale ne risulta un immediato benessere.
Prima di analizzare nel dettaglio quali sono gli alimenti che possono aiutarci mi preme precisare un alto concetto, confermato dai recentissimi studi effettuati ,che sottolinea come alcune modifiche nello stile di vita possono aiutare tanto quanto la terapia alimentare e farmacologica e sono:

  • la perdita di peso di circa il 10% del peso totale per i pazienti obesi risulta essere l’intervento più efficace
  • Smettere di fumare e di bere alcolici
  • Evitare di cenare in tarda serata e alzare la testiera del letto di 45° (soprattutto per chi soffre di reflusso notturno)

Tornado all’alimentazione abbiamo detto che una delle prime cose da fare è diminuire l’infiammazione e pertanto è indispensabile eliminare tutti quegli alimenti confezionati ricchi in additivi chimici come conservanti ,coloranti, edulcoranti, addensanti, stabilizzanti , dolcificanti ecc.
In particolare vorrei ricordare che i nitriti e i nitrari sono conservanti presenti  anche nella maggior parte dei prosciutti crudi non DOP e che quindi un “semplice” panino con il prosciutto può darci più fastidio di un piatto di pasta!
Altra sottolineatura doverosa riguarda i dolcificanti sintetici come acesulfame, aspartame, saccarina… anche in questi casi risulta una scelta molto più saggia e salutare preferire dolcificanti naturali e lasciar perdere lo specchietto per le allodole delle 0 calorie.
Un’altra categoria di proinfiammatori da evitare sono gli oli vegetali non extravergine e ovviamente tutti i prodotti che li contengono.
Se questo alimenti peggiorano il quadro infiammatorio , ve ne sono molti altri che invece non solo possiamo mangiare tranquillamente  ma ci aiutano anche perché sono, al contrario dei potenti antinfiammatori e sono tutti quei prodotti proveniente dal mondo vegetale e quello ittico ( ricco di omega 3).
Essendo, infatti, degli ottimi antiossidanti possono darci davvero una mano importante soprattutto la frutta e la verdura come mirtilli, spinaci, barbabietole, more, prugne , fragole, avocado, fagilini….e molti altri che il dipartimento dell’agricoltura americano ha classificato secondo una scala, denominata scala ORAC che per l’appunto li classifica per il loro grado di assorbire i radicali liberi dell’ossigeno.
Fanno parte di questa famiglia anche le spezie e le erbe aromatiche, MA è bene ricordare che in questo caso la differenza la fa la quantità: una piccola quantità da gusto e aiuta la digestione mentre l’eccesso non fa altro che esacerbare i sintomi!.
Per quanto riguarda gli omega 3 sarebbe opportuno consumare 3-4 volte a settimana pesce pescato di piccola taglia come alici, sgombri, sarde, sardine…oppure preparare del sushi vegetariano con carote, sedano /zucchine, riso e alghe quest’ultime ricche in omega 3!
Se vogliamo rimanere nel mondo giapponese, ma non ci piace il sushi possiamo optare per la zuppa di miso;
un recentissimo studio ha infatti dimostrato che tre aminoacidi presenti nel brodo giapponese promuovono lo svuotamento gastrico e riduce i sintomi gastointestinali.
Vi sono poi degli alimenti che è bene limitare come assunzione perché peggiorano la risposta dello stomaco e dell’intestino e sono :

  • I latticini di qualsiasi tipo sia a pasta molle che dura , sia senza lattosio che con lattosio perché il problema è dato sia dallo zucchero che dalle caseine. È possibile invece consumare, soprattutto nelle prime settimane quando ancora i sintomi sono molto in acuto delle piccole quantità di Parmigiano.
  • Legumi di qualsiasi tipo, soprattutto soia e derivati
  • Il glutine anche in questo caso è possibile consumare delle piccole quantità di prodotti con glutine alternate ad alimenti naturalmente privi di glutine come miglio, quinoa, amaranto, mais, riso e grano saraceno. È importante non utilizzare i prodotti senza glutine sia perché parliamo di prodotti conservati e quindi proinfiammatori sia perché presentano un quantitativo in grassi molto alto ed è ormai noto che pasti molto ricchi in grassi aumentano l’acidità postprandiale.
  • I lieviti di qualsiasi tipo (chimico, di birra o da pasta madre) e di conseguenza tutti i prodotti lievitati.
  • Fonti di caffeina, teina, teobromina e alcol.
  • È importante diminuire il consumo di alimenti vegetali che causano fermentazione come: lattuga, carciofi, pomodori, verdure a foglia, porri ecc. ed inoltre alcuni tipi di frutta estiva che sta arrivando sulle nostre tavole come pesche , ciliegie , albicocche…

E allora come  possiamo  praticamente comporre il nostro menù ?
Possiamo ,ad esempio, sostituire il latte della colazione iniziando a scoprire il mondo delle tisane e  gli infusi, oppure utilizzare le bevande vegetali come il “latte” di riso, cocco, miglio …; a pranzo potremmo mangiare  un bel piatto di riso semintegrale  con gamberetti e zucchine insaporito dalle spezie che più tolleriamo e ci piacciono.
Il languorino di metà mattina o metà pomeriggi invece possiamo placarlo con delle gallette di riso, frutta fresca, fette biscottate, noci di Macadamia.. ed infine a cena del pane tostato o delle patate  con carne, pesce, uova e delle verdure.
Insomma in realtà le alternative ci sono e possiamo combinare gli alimenti in modo da ottenere dei piatti gustosi e allo stesso tempo terapeutici , ovviamente queste indicazioni alimentari vanno poi cucite e modellate secondo la personale  tolleranza e sensibilità, la stoffa è a grandi linee questa ma il vestito bisogna cucirlo insieme su misura!.

 

Bibliografia

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